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1.1. Il quadro di riferimento e la rilevanza della ricerca

Tra i molti tasselli che compongono il quadro delle politiche italiane in materia di droghe, la procedura ed i servizi previsti dall'art. 75 del DPR 309/90 hanno senza dubbio una rilevanza e una significatività non marginale. Si tratta, infatti, di un tassello che ha impegnato, in questi anni, molte risorse organizzative e professionali e che ha intercettato un numero sicuramente consistente di individui che hanno rapporto di utilizzo personale di sostanze psicoattive illegali.

I dati di cui disponiamo - dall'analisi pubblicata nel dicembre 2007 dal Ministero dell'Interno[1] sui dati raccolti dalle Prefetture tra il 1990 e il 2006, alle diverse edizioni (l'ultima quella del 2007, pubblicata nel luglio del 2008) della Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia - lo testimoniano.

Ci parlano del numero dei soggetti segnalati alle Prefetture per possesso di sostanze stupefacenti e del suo andamento crescente nel tempo, di una maggioranza di persone che risultano essere segnalate per la prima volta (e dunque presumibilmente una sola volta), di una prevalenza netta di segnalazioni per detenzione di cannabis, con andamenti in costante crescita per la cocaina e più contrastati per gli oppiacei. Ci parlano, d'altra parte, dell'attività dei servizi attivati presso tutte le Prefetture (i Nuclei operativi per le tossicodipendenze - N.O.T.), delle migliaia di colloqui svolti ogni anno (con un picco di 45.000 nel 1999 e una più recente tendenza ad assestarsi intorno ai 27.000) e degli esiti di tali incontri tra consumatori e assistenti sociali e funzionari degli stessi N.O.T., nell'articolazione tra la semplice ammonizione (il cosiddetto "formale invito" a non far più uso) e le sanzioni amministrative previste dalla norma (che registrano nell'ultimo anno considerato, il 2007, una significativa crescita, attestandosi sui 10.000 provvedimenti).

Infine i dati ci indicano l'esistenza di un rapporto tra Prefetture e Servizi per le tossicodipendenze che, come previsto dalla normativa, possono essere e in molti casi sono, ambiti cui i soggetti segnalati vengono indirizzati per l'avvio del percorso terapeutico che può dar luogo (in forme diverse a seconda del periodo di riferimento, per effetto dei cambiamenti intervenuti nella stessa norma) a revoca delle stesse sanzioni.

La rilevanza del lavoro delle Prefetture e le diverse implicazioni che l'impianto della norma e gli aspetti complessi e problematici della sua applicazione hanno messo in luce nel corso del tempo, sono stati all'origine della richiesta della Committenza (in allora il Ministero della Solidarietà sociale, competente nella materia) di poter disporre di una ricerca empirica sulle modalità di attuazione e implementazione dell'art. 75 che consentisse, a distanza di 18 anni dall'entrata in vigore della legge 309 e in considerazione dei mutamenti intervenuti con le modifiche apportate nel decreto del 2005 convertito in legge 49/2006, di esplorare a fondo i meccanismi organizzativi, le prassi attuative, le sperimentazioni innovative. Ma anche, per quanto possibile, il significato e l'impatto della norma sui destinatari.


[1] Ministero dell'Interno, Dipartimento per le politiche del personale dell'Amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie, Direzione Centrale per la documentazione e la statistica: Analisi dei mutamenti del consumo tra le persone segnalate ai Prefetti per detenzione per uso personale di sostanze stupefacenti dal 1991 al 2006.

 

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