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1.2. Gli obiettivi conoscitivi della ricerca

Gli obiettivi conoscitivi che ci si è posti sono stati essenzialmente tre:

  • descrivere il funzionamento del complesso sistema che dà attuazione all'art. 75;
  • comprendere le modalità di implementazione del dettato normativo in termini di gestione del "mandato" assegnato alle diverse strutture, di scelte operative effettuate, di misure adottate;
  • cogliere - almeno in parte - elementi che possano far meglio comprendere l'impatto e la rilevanza della stessa norma, in relazione alla funzione preventiva-dissuasiva che vi è attribuita dal legislatore.

Il primo degli obiettivi si pone per la necessità di disporre, al di là e ad integrazione dei dati quantitativi, di elementi qualitativi che possano far comprendere come funziona il sistema nelle sue parti e nell'interazione tra le parti.

Il secondo obiettivo riguarda l'esigenza di ricostruire (in una prospettiva squisitamente sociologico-giuridica) il complesso processo di implementazione della norma, guardando in modo particolare ai criteri ed orientamenti, elaborati a livello locale, in merito alle prassi organizzative più opportune e alle modalità di relazione delle istituzioni (e degli operatori che vi lavorano) con i destinatari dei provvedimenti previsti, nonché ai provvedimenti erogati.

In questo contesto, particolare rilevanza assume la riflessione sul ruolo che la "segnalazione", il successivo iter procedurale previsto dalla norma - con al centro il "colloquio"  presso la Prefettura - e i provvedimenti adottati dal N.O.T. hanno assunto nel corso degli anni. Molteplici, infatti, sono state le valenze che (dallo stesso legislatore, in primis, ma sicuramente ancor più nel momento attuativo) sono state attribuite al dettato normativo. Il contatto, l'incontro, l'eventuale sanzione sono stati definiti, separatamente a volte, congiuntamente altre, come:

  • strumenti finalizzati alla dissuasione dalla reiterazione della condotta illecita (così come si configura la detenzione e il consumo di sostanze psicoattive illegali);
  • occasioni di informazione sulla stessa normativa, sulla natura di illecito che essa sancisce a proposito nel loro utilizzo;
  • momenti di trasmissione di conoscenze sulle sostanze e sulle conseguenze del loro uso;
  • incontri atti a motivare gli individui a farsi carico dei problemi psicologici, sanitari, relazionali correlati all'abuso e alle dipendenze, spesso non percepiti dai soggetti, nonché sulle opportunità esistenti per affrontarli (in termini di servizi e risorse).

Infine, con riferimento al terzo obiettivo, forte era l'interesse di comprendere - anche in questo caso al di là dei dati quantitativi che ne descrivono alcune caratteristiche essenziali - il punto di vista dei consumatori (segnalati e non), in termini di conoscenza della normativa, di valutazione del suo significato, per tentare di formulare alcune riflessioni sull'impatto dei provvedimenti adottati dalle Prefetture nelle vicende degli individui che entrano in contatto con il sistema di azioni e ruoli, così come definito dalla norma e che ne sperimentano le conseguenze.

Nel perseguire gli obiettivi conoscitivi qui illustrati, di rilevante interesse appare il confronto tra la situazione antecedente e quella seguente al mutamento intervenuto con la legge 49/2006 che, culturalmente, ha segnato un approccio parzialmente diverso dal precedente alla questione del consumo di droghe illegali (a partire dalla non distinzione in categorie, tra "leggere" e " pesanti", per intenderci) e, proceduralmente, ha ridisegnato le modalità di "incontro" e di "trattamento" del consumatore che incorre nelle segnalazioni.

Proprio queste considerazioni rendono evidente l'importanza dell'adozione della prospettiva sociologico-giuridica, interessata a individuare i nessi tra definizioni sociali e definizioni normative dei fenomeni, a indagare gli aspetti inerenti la genesi e le funzioni attribuite alle norme nel contesto della decisione legislativa, a studiare le modalità di applicazione e implementazione delle stesse norme, a misurarne l'effettività e, almeno in parte, l'efficacia. Un approccio integrato dalle acquisizioni che, in merito allo specifico tema del consumo di sostanze psicoattive illegali e delle dipendenze che ne possono derivare, sono maturate nella sociologia della devianza, con attenzione sia agli aspetti fenomenologici e al cambiamento nel tempo dei comportamenti e dei significati a essi attribuiti dai soggetti implicati, sia al ruolo delle definizioni sociali e istituzionali di quegli stessi comportamenti, sia alle conseguenze che il trattamento istituzionale ha sullo sviluppo delle cosiddette "carriere" devianti.

Infine ci si è avvalsi delle competenze statistiche, con particolare riferimento alla statistica medica, alla statistica applicata alla ricerca nel campo dell'evoluzione del fenomeno delle tossicodipendenze e dei sistemi e dei flussi informativi in materia.

 

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