Esplora contenuti correlati

2.3. N.O.T. E POLITICHE LOCALI IN MATERIA DI DROGHE

Il rapporto tra N.O.T. e servizi per le tossicodipendenze (in genere Ser.T, più raramente servizi di natura privata o del privato-sociale) presenta caratteri e intensità diversi a seconda degli ambiti territoriali e delle fasi che sono state attraversate nel periodo di vigenza della norma che abbiamo esaminato.

Ciò risulta con evidenza, pur in un quadro complessivo che ha fatto emergere l'esistenza, ovunque, di contatti e collaborazioni tra le istituzioni. E ciò non solo perché previsto dagli articoli di legge, ma per effetto del progressivo svilupparsi - nonostante iniziali diffidenze da parte degli operatori dei servizi pubblici - di un riconoscimento di professionalità che, pur collocate in ambiti istituzionali diversi, potevano giocare un ruolo complementare.

Così nel tempo si sono andate strutturando, in molti Ser.T., modalità di accoglienza e di gestione del pubblico di utenti provenienti dalle Prefetture, in grado di cogliere le specificità che essi presentano, sia sotto il profilo della condizione, sia sotto quello della motivazione di approdo allo stesso servizio. Nella quasi totalità dei casi, si può rilevare la condivisione di un atteggiamento che accoglie e valorizza, ogni volta che ciò è possibile, il dato minimale dell'opportunità di incontro con persone (in genere non gravemente compromesse, certo diverse dai tradizionali utenti dei Ser.T.) che possono interrogarsi o essere interpellate sui significati delle esperienze che vanno conducendo.

Ovviamente, prima della riforma del 2006, molto del rapporto tra N.O.T. e Ser.T. concerneva i programmi terapeutici che i "segnalati" potevano intraprendere. Molto è cambiato in seguito: riduzione delle occasioni di confronto tra operatori dei due ambiti, rapporto non più diretto, ma lasciato all'iniziativa del soggetto, crescita degli automatismi e delle procedure formalizzate, estesa perplessità sull'orientamento sanzionatorio che prevale su quello relazionale.

Il posizionamento dei N.O.T. nel contesto delle politiche locali di contrasto alle droghe e di presa in carico dei soggetti tossicodipendenti presenta molti limiti. Quasi ovunque i rapporti si sono configurati, essenzialmente, come rapporti di collaborazione sui casi. Solo in una parte minoritaria dei territori analizzati si sono realizzate attività di formazione comune, definizione congiunta di iniziative e progetti, e soprattutto accordi formali, protocolli di intesa o convenzioni. Quasi assenti le situazioni in cui il servizio della Prefettura sia stato chiamato a partecipare a momenti di elaborazione dei piani regionali o locali, ai tavoli della programmazione delle politiche specifiche o dei piani di zona che pure spesso affrontano la questione delle dipendenze soprattutto con attenzione agli aspetti di prevenzione in cui possono essere coinvolti istituzioni e soggetti molto diversificati.

Fanno eccezione iniziative che sotto forma di "sperimentazioni" hanno profondamente inciso sulle modalità di incontro tra consumatori segnalati - N.O.T. e Ser.T.. E merita anche ricordare la promozione, da parte di Prefetture diverse, di progetti aventi in particolare obiettivi di informazione (sulle norme), di prevenzione (dei rischi legati all'uso ed all'abuso), di promozione (della legalità o della salute), di induzione di comportamenti responsabili (ad esempio nella guida), di osservazione (del fenomeno e della sua evoluzione), di gestione di alcuni dei suoi aspetti (dagli stranieri in transito in aeroporto alla presenza di soggetti segnalati che stanno in carcere).

Un panorama, di fatto, che riflette quelle differenze che, per effetto delle caratteristiche del sistema locale dei servizi e per maggiori o minori disponibilità (di risorse umane, ma anche di volontà e di capacità di riflessione e di elaborazione) dei N.O.T. e delle Prefetture, abbiamo detto connotano il panorama italiano.

 

Torna all'inizio del contenuto