Metamfetamina dall’Afghanistan: un nuovo rapporto dell’EMCDDA segnala i rischi per l’Europa

14 ottobre 2021

L’Europa dovrebbe essere preparata a cogliere i segnali di rischio relativi alla metamfetamina proveniente dall’Afghanistan, secondo un rapporto dell’EMCDDA, pubblicato il 29 settembre 2021, che presenta i risultati di ricerche condotte nell’ambito dei progetti EU4MD e IPAZ, finanziati dalla Commissione Europea.

Il rapporto “Methamphetamine from Afghanistan: signals indicate that Europe should be better prepared” esamina l’apparire, relativamente recente, della produzione di metamfetamine nel Paese, e indentifica le azioni che potrebbero essere intraprese in Europa per mitigare il rischio che essa rappresenta.

L’espansione dell’industria della metamfetamina in Afghanistan negli anni recenti deriva dalla constatazione, da parte dei trafficanti di droga afgani, che le piante di efedra (ephedra sinica), che crescono spontanee sugli altipiani centrali del Paese, sono una fonte naturale di efedrina, un precursore chimico usato per produrre metamfetamina.

La produzione di metamfetamina si era presentata nel Paese tra il 2013 e il 2017, basata sull'efedrina estratta da medicinali (ad esempio sciroppi per la tosse), in un processo costoso che richiedeva chimici specializzati. Dal 2017 si è invece sviluppata una produzione su larga scala, a basso costo, basata inizialmente sulla estrazione “domestica” di efedrina da piante di efedra essiccate, da parte di manodopera a bassa qualificazione, per poi godere di impianti specializzati e operatori più qualificati, i cosiddetti “cuochi”.

Se l’ampiezza della produzione di efedrina e metamfetamina in Afghanistan non è nota con precisione, seppur considerata notevole, la sua diffusione è stimata significativa in mercati come quelli dell’Africa orientale e dell’Australia.

La produzione europea (soprattutto nei Paesi Bassi e in Repubblica Ceca) sembra sufficiente per soddisfare la richiesta attuale dei consumatori; tuttavia la disponibilità, attraverso i consolidati canali di diffusione dell’eroina, di sostanza pura e a buon mercato proveniente dall’Afghanistan rappresenta un rischio.

Il rapporto sottolinea l’importanza che questo fatto sia conosciuto e riconosciuto da parte di autorità europee a vario livello, dai decisori politici alle polizie di frontiera, così come l’esigenza di monitorare l’eventuale aumento nella disponibilità di metamfetamina in Europa, tracciandone la provenienza.

Il rapporto è stato redatto prima dei recenti avvenimenti in Afghanistan e i suoi risultati dovranno essere rivisti e aggiornati alla luce di quanto successo.

La versione integrale in inglese è scaricabile al link https://www.emcdda.europa.eu/news/2021/methamphetamine-afghanistan-signals-indicate-europe-should-be-better-prepared_en

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